Come Fare Allenamenti di Destrezza

Per allenamenti di destrezza intendo qui quelli nei quali l’apprendimento di un gesto tecnico, o il suo perfezionamento, sono prevalenti rispetto all’impegno di qualità quali la forza, la velocità massima, la resistenza nelle sue varie declinazioni.

Sono esempi di questo tipo di lavoro: perfezionare un tiro, un colpo o un movimento, imparare a suonare uno strumento musicale, imparare un gioco di prestidigitazione, imparare a… lavarsi i denti con l’altra mano, e via discorrendo.

Affascinante, l’allenamento della destrezza. Proviamo per tutto il giorno a fare quel benedetto movimento, e niente da fare. Andiamo a letto, la mattina dopo ricominciamo, e dopo dieci minuti… voilà, come se l’avessimo sempre saputo fare. A volte ci vuole più tempo, spesso ne basta meno… ma la nostra nuova abilità ci arriva di colpo, come a sorprenderci e, al contempo, come se fosse nostra da sempre.

A mio parere i movimenti nuovi si apprendono meglio facendo tante prove durante la giornata, piuttosto che dedicando loro ad esempio tre ore di fila una volta al giorno. Tuttavia, come per tutte le altre forme di allenamento, il riposo ha un valore essenziale; non bisogna, infatti, commettere l’errore di credere che è durante l’allenamento che miglioriamo: miglioriamo, invece, sempre durante il riposo!

Ideale sarebbe provare il movimento nuovo per qualche minuto ogni volta, a distanza ravvicinata; e suddividere queste sessioni in due o tre grossi gruppi giornalieri, intervallati da lunghe pause di… riflessione. Una riflessione inconscia, che farà tutto da sé. Ad esempio, nel caso di un movimento tecnico potremmo esercitarlo per 5-10 minuti e poi fermarci per 15-20 minuti, il tutto nell’arco di 2-3 ore; dopo di che, si prendono 2-3 ore di distrazione (durante le quali si può fare qualsiasi cosa, compreso il sollevamento pesi o l’amore), lasciando che il nostro inconscio maturi le sue nuove abilità.

Questo approccio ci dà due o tre blocchi di brevi sessioni durante la giornata, intervallate dal sonno notturno (o diurno, per chi di notte sta sveglio), altro momento fondamentale di apprendimento ed elaborazione delle emozioni. Approccio che non è però adattissimo per certi tipi di abilità, per esempio suonare uno strumento. L’arte musicale è un linguaggio, che non può ridursi all’esecuzione di una successione di tecniche, seppure effettuate con elevata abilità. In questo casi si preferisce valorizzare un certo periodo di applicazione continua: meglio suonare per mezz’ora tre volte al giorno piuttosto che frammentare il discorso musicale in pochi minuti per volta.

Come Coltivare il Cocco

Fare crescere una pianta di cocco in appartamento non è un’impresa semplice. Se però avete il forte desiderio di avere in casa questa pianta esotica, vi consiglio di seguire la guida qui di seguito e se sarete pazienti otterrete una pianta di cocco bella e rigogliosa.

Iniziate per prima cosa recandovi in un vivaio oppure in un fioraio ben fornito e acquistate una piccola piantina di cocco. Questo è l’unico modo per ottenere una pianta di questa specie, poichè se tentaste di piantare un cocco di quelli che si mangiano, al novanta per cento non ne nascerebbe sicuramente nulla.

Dal momento che vi trovate nel vivaio, fatevi dare anche un sottovaso della misura del vaso della piantina di cocco e un concimo apposito per piante verdi. Tornati a casa, sistemate il vaso in un luogo illuminato da luce solare indiretta, dopo averlo posizionato nel sottovaso. Questo deve essere sempre colmo d’acqua.

Ricordatevi ogni giorno che la vostra piantina ha bisogno di una cura fondamentale per la sua buona crescita: ha bisogno infatti di essere inumidita giornalmente con un vaporizzatore spray (riciclabile dai detersivi terminati o acquistabile nei negozi di prodotti per la casa) sulle foglie (sia sopra che sotto la pagina fogliare). Oltre a questo, la pianta ha bisogno di essere concimata regolarmente per crescere al meglio.

Come Preparare una Frittata di Cipolle al Forno

Pochi ingredienti, e poveri, ma ricchi di sapore per la ricetta che riscopriamo insieme oggi. Un’ottima soluzione da preparare se si ha poco tempo, il frigo sul vuoto andante, e voglia di una portata sfiziosa, che si contraddistingue per i gusti più rustici del nostro autunno. Ecco la ricetta della frittata di cipolle al forno.

Ingredienti
6 uova
4 cipolle dorate
un mazzetto di prezzemolo
100 g di grana grattugiato
50 g di burro locale
due cucchiai di latte
sale e pepe nero
olio extravergine di oliva

Preparazione
Pelate le cipolle e tagliatele a rondelle. In un tegame antiaderente versate due cucchiai di olio extravergine di oliva. Quando è caldo fate soffriggere dolcemente le cipolle, abbassate la fiamma, fatele dorare leggermente.

Nel frattempo in una terrina rompete e sbattete le uova, aggiungete sale e pepe. Versate anche il latte e il formaggio grattugiato. Lavate e tritate il prezzemolo e aggiungetelo al composto. Mescolate bene il tutto.

Asciugate le cipolle dall’olio e incorporatele nella terrina. Prendete ora una pirofila da forno e ungetela con il burro. Versatevi il composto. Accendete il forno a 180 gradi. Quando caldo infornate la frittata e fatela cuocere fino a quando non sarà ben dorata (circa trenta minuti).

Come Coltivare una Capelvenere

La capelvenere è una pianta che fa parte della specie delle felci, che sono circa duecento. Vengono usate come piante ornamentali visto che hanno fogliame frondoso e leggero. Se volete coltivarla in casa, vi basterà leggere attentamente questa guida e il gioco è fatto.

La capelvenere, ama stare in zone ombreggiate, mai alla luce diretta. Non sopporta il freddo dell’inverno e va quindi posta in casa durante questo periodo; è importante però posizionarla lontana dai caloriferi visto che non sopporta il caldo chiuso. Proprio a tale proposito, è opportuno nebulizzarla con dell’acqua distillata almeno una volta a settimana.

Questa pianta ha bisogno di molta acqua in estate, e anche nel periodo di riposo vegetativo occorre mantenere il terreno sempre umido. Con l’arrivo del freddo, dovete diminuire le irrigazioni ma dovete stare attenti che la terra rimanga sempre umida. Nel periodo che va da marzo a ottobre occorre dare del fertilizzante specifico per piante verdi diluito in acqua ogni due settimane.

Come terriccio potete utilizzare quello universale, importante però che sia misto a torba e sabbia, visto che apprezza terreno soffice, drenato e fertile. Riprodurre questa felce per spore non è poi molto semplice; infatti da risultati molto raramente. Consiglio invece di moltiplicare la pianta nella stagione primaverile per divisione dei rizomi.

Come Preparare Carciofi alla Romana

carciofi alla romana sono un grande classico, un’arma segreta e una delizia della cucina romanesca. Questo contorno è sempre perfetto, in ogni dove e in ogni quando. La pozione perfetta per i carciofi alla giudia non esiste, o meglio, ognuno ha il suo ingrediente nella manica e la combinazione alchemica di procedimento e cottura. Ne riportiamo oggi una versione facile, amabile, squisita. Eccola.

Ingredienti
4 carciofi grandi violetti
mentuccia, un bel mazzetto
3 spicchi d’aglio
mezzo limone
sale
pepe nero
olio extravergine di oliva

Preparazione
Prima di tutto preparate una terrina in cui andrete a spremere il succo di limone. Iniziate poi a pulire i carciofi, togliendo le foglie più dure esterne, la barbetta e la parte legnosa del gambo. Man mano metteteli in ammollo nell’acqua e limone.

Prelevate ora il cuore di carciofo, tamponatelo con cura. Pelate l’aglio e tagliatelo a spicchietti. Infilate nel centro del carciofo aglio, mentuccia lavata, tritata e asciugata, sale e pepe nero.

Prendete ora una casseruola e versate due cucchiai abbondanti di olio extravergine di oliva, adagiate i carciofi in padella e lasciateli stufare a fiamma dolce per circa quaranta minuti. Quando il carciofo sarà tenero e l’aroma del contorno si sarà diffuso per la casa, i vostri carciofi alla giudia saranno pronti da servire in tavola, ideali serviti semplicemente con delle bruschettine tostate al forno.