Come Allenare la Tecnica

Dicevamo che ci sono modi più buoni e modi meno buoni di allenare la destrezza, l’accuratezza dei movimenti e, in ultima analisi, la tecnica. Le cose cambiano molto a seconda che il nostro sport preveda oppure no – dal punto di vista motorio -reazioni in tempo reale.

Quando si tratta di automatizzare un movimento ripetitivo, come ad esempio la tecnica di corsa o di voga, è importante avere una buona percezione di quello che stiamo facendo: lasciamoci guidare dal nostro allenatore, facciamoci fotografare e filmare. È del tutto normale che la nostra percezione del nostro gesto sia in qualche modo diversa dalla realtà. Tutti i più grandi atleti hanno bisogno di un riscontro esterno, oggettivo.

Molto importante è la tecnica soprattutto in condizioni di stanchezza, quando tendiamo ad adottare movimenti meno faticosi e tornano a galla i vecchi vizi, quelli che magari quando siamo più freschi non si presentano. Nel caso di gesti ripetitivi, i due fattori compromettenti sono
una percezione non corretta dei propri schemi motori
la stanchezza.
Se invece il nostro sport prevede reazioni intelligenti in tempo reale (come nei giochi agonistici e negli sport di combattimento), le cose sono ovviamente più complesse. In questo caso valgono tutte le considerazioni fatte sopra, compresi i fattori compromettenti. In più, scordatevi di poter migliorare la vostra efficienza ripetendo meccanicamente i gesti e le tecniche. Allenandosi in questo modo, NON si automatizza poi la capacità di attivare il giusto schema motorio quando siamo coinvolti al 100% in un’azione, in uno scambio o in uno scontro. Perché la tecnica migliore venga fuori nel modo più efficiente quando siamo sotto pressione è necessario allenare l’automatismo nelle stesse condizioni emotive.

Nel caso di azioni intelligenti in tempo reale, ai fattori compromettenti sopra citati si aggiungono
l’emozione del tempo obbligato (sappiamo di avere pochi centesimi di secondo per prendere la decisione migliore, e compiere la tecnica in maniera efficiente; intanto, attorno a noi le cose non vanno affatto come ci sarebbe piaciuto)
l’emozione dell’avversario (vediamo che l’altro incalza, sappiamo cercherà di impedirci di fare quello che vogliamo e sta già facendo qualcosa per sopraffarci).
Qualche esempio (ma queste considerazioni valgono per qualsiasi disciplina):

Nel calcio, il dribbling tra i birilli è molto didattico, ma non basta: non insegna, ad esempio, a schivare una mezza dozzina di avversari che vogliono solo farci fuori e non hanno alcuna intenzione di starci a guardare mentre elegantemente sfioriamo la palla col tocco brasiliano.

Nella scherma, inutile allenare i movimenti solo con successioni di schemi fissi (del tipo arretramento, avanzamento con battuta di quarta, cavazione, affondo): è certamente utile per curare l’accuratezza delle posizioni e dei movimenti, ma l’efficacia in combattimento si allena solo dovendo prendere decisioni in tempo reale, ad esempio in base ad un atteggiamento dell’avversario.

Per migliorare nel tempo reale, l’atleta viene solitamente chiamato ad affrontare esercizi nei quali deve prendere decisioni all’ultimo momento. Ad esempio: se l’alzatore serve una palla tesa vai a muro, se la alza un pò di più fai un passo indietro e difendi in bagher. Attento, potrebbe schiacciare lui.

È del tutto inutile, dal punto di vista degli automatismi di gara, allenarsi a murare una palla che già si sa dove e come arriverà.

Vedrete che con questi accorgimenti la vostra abilità agonistica registrerà un evidente miglioramento in breve tempo.

Come Coltivare un Achimenes

L’achimenes è una pianta rizomatosa. Ha rami sottili, egnosi, verdi chiaro e flessibili; è caratterizzata da foglie ruvide e sottili e a partire dalla stagione primaverile fino a settembre o ottobre, produce numerosi fiori, che a seconda della specie della pianta può variare di colore.

L’achimenes ama la luce, a patto che non sia diretta. Amano il caldo e mal sopportano il freddo, infatti in autunno vanno in riposo vegetativo; bisogna quindi mantenere i rizomi ad una temperatura intorno ai quindici-diciotto gradi e conservarli o nel vaso, o in sacchetti di tessuto colmi di segatura così da assorbire l’umidità.

Durante questo periodo, i rizomi vanno tenuti asciutti, ma quando la pianta non è nel periodo di riposo (da marzo a ottobre), occorre mantenere sempre il terreno umido. Nel periodo della fioritura è consigliabile dare alla pianta del concime per piante da fiore ogni sette-otto giorni diluito in acqua, ma in dosi inferiori (circa la metà) rispetto alle altre piante.

L’achimenes ama il terriccio ricco di humus e ben drenato; i rizomi vanno posizionati tutti gli anni in terriccio nuovo arricchito di humus e di una piccola quantità di stallatico maturo. Si può moltiplicare questa pianta in diversi modi. Potete praticare la moltiplicazione per talea in estate, per seme in primavera e per tubercoli ricavati dai rizomi, a febbraio.

Come Fare Allenamenti di Destrezza

Per allenamenti di destrezza intendo qui quelli nei quali l’apprendimento di un gesto tecnico, o il suo perfezionamento, sono prevalenti rispetto all’impegno di qualità quali la forza, la velocità massima, la resistenza nelle sue varie declinazioni.

Sono esempi di questo tipo di lavoro: perfezionare un tiro, un colpo o un movimento, imparare a suonare uno strumento musicale, imparare un gioco di prestidigitazione, imparare a… lavarsi i denti con l’altra mano, e via discorrendo.

Affascinante, l’allenamento della destrezza. Proviamo per tutto il giorno a fare quel benedetto movimento, e niente da fare. Andiamo a letto, la mattina dopo ricominciamo, e dopo dieci minuti… voilà, come se l’avessimo sempre saputo fare. A volte ci vuole più tempo, spesso ne basta meno… ma la nostra nuova abilità ci arriva di colpo, come a sorprenderci e, al contempo, come se fosse nostra da sempre.

A mio parere i movimenti nuovi si apprendono meglio facendo tante prove durante la giornata, piuttosto che dedicando loro ad esempio tre ore di fila una volta al giorno. Tuttavia, come per tutte le altre forme di allenamento, il riposo ha un valore essenziale; non bisogna, infatti, commettere l’errore di credere che è durante l’allenamento che miglioriamo: miglioriamo, invece, sempre durante il riposo!

Ideale sarebbe provare il movimento nuovo per qualche minuto ogni volta, a distanza ravvicinata; e suddividere queste sessioni in due o tre grossi gruppi giornalieri, intervallati da lunghe pause di… riflessione. Una riflessione inconscia, che farà tutto da sé. Ad esempio, nel caso di un movimento tecnico potremmo esercitarlo per 5-10 minuti e poi fermarci per 15-20 minuti, il tutto nell’arco di 2-3 ore; dopo di che, si prendono 2-3 ore di distrazione (durante le quali si può fare qualsiasi cosa, compreso il sollevamento pesi o l’amore), lasciando che il nostro inconscio maturi le sue nuove abilità.

Questo approccio ci dà due o tre blocchi di brevi sessioni durante la giornata, intervallate dal sonno notturno (o diurno, per chi di notte sta sveglio), altro momento fondamentale di apprendimento ed elaborazione delle emozioni. Approccio che non è però adattissimo per certi tipi di abilità, per esempio suonare uno strumento. L’arte musicale è un linguaggio, che non può ridursi all’esecuzione di una successione di tecniche, seppure effettuate con elevata abilità. In questo casi si preferisce valorizzare un certo periodo di applicazione continua: meglio suonare per mezz’ora tre volte al giorno piuttosto che frammentare il discorso musicale in pochi minuti per volta.

Come Coltivare il Cocco

Fare crescere una pianta di cocco in appartamento non è un’impresa semplice. Se però avete il forte desiderio di avere in casa questa pianta esotica, vi consiglio di seguire la guida qui di seguito e se sarete pazienti otterrete una pianta di cocco bella e rigogliosa.

Iniziate per prima cosa recandovi in un vivaio oppure in un fioraio ben fornito e acquistate una piccola piantina di cocco. Questo è l’unico modo per ottenere una pianta di questa specie, poichè se tentaste di piantare un cocco di quelli che si mangiano, al novanta per cento non ne nascerebbe sicuramente nulla.

Dal momento che vi trovate nel vivaio, fatevi dare anche un sottovaso della misura del vaso della piantina di cocco e un concimo apposito per piante verdi. Tornati a casa, sistemate il vaso in un luogo illuminato da luce solare indiretta, dopo averlo posizionato nel sottovaso. Questo deve essere sempre colmo d’acqua.

Ricordatevi ogni giorno che la vostra piantina ha bisogno di una cura fondamentale per la sua buona crescita: ha bisogno infatti di essere inumidita giornalmente con un vaporizzatore spray (riciclabile dai detersivi terminati o acquistabile nei negozi di prodotti per la casa) sulle foglie (sia sopra che sotto la pagina fogliare). Oltre a questo, la pianta ha bisogno di essere concimata regolarmente per crescere al meglio.

Come Preparare una Frittata di Cipolle al Forno

Pochi ingredienti, e poveri, ma ricchi di sapore per la ricetta che riscopriamo insieme oggi. Un’ottima soluzione da preparare se si ha poco tempo, il frigo sul vuoto andante, e voglia di una portata sfiziosa, che si contraddistingue per i gusti più rustici del nostro autunno. Ecco la ricetta della frittata di cipolle al forno.

Ingredienti
6 uova
4 cipolle dorate
un mazzetto di prezzemolo
100 g di grana grattugiato
50 g di burro locale
due cucchiai di latte
sale e pepe nero
olio extravergine di oliva

Preparazione
Pelate le cipolle e tagliatele a rondelle. In un tegame antiaderente versate due cucchiai di olio extravergine di oliva. Quando è caldo fate soffriggere dolcemente le cipolle, abbassate la fiamma, fatele dorare leggermente.

Nel frattempo in una terrina rompete e sbattete le uova, aggiungete sale e pepe. Versate anche il latte e il formaggio grattugiato. Lavate e tritate il prezzemolo e aggiungetelo al composto. Mescolate bene il tutto.

Asciugate le cipolle dall’olio e incorporatele nella terrina. Prendete ora una pirofila da forno e ungetela con il burro. Versatevi il composto. Accendete il forno a 180 gradi. Quando caldo infornate la frittata e fatela cuocere fino a quando non sarà ben dorata (circa trenta minuti).